Osteoporosi: con la giusta alimentazione, esercizio fisico e farmaci si previene eccome!

bone_nasa_esercizioL’osteoporosi è una condizione caratterizzata da fragilità ossea in cui il turnover dell’osso è sbilanciato verso il riassorbimento anziché la formazione dell’osso per cui ne risulta una demineralizzazione ossea rilevante con ridotto volume osseo. L’ osteopenia invece, può essere attribuita sia ad un eccessivo riassorbimento che ad una insufficiente formazione dell’osso ed è una condizione fisiologica dovuta all’invecchiamento. Le cause dell osteoporosi possono essere primarie, la cui probabilità è rara, o secondarie di tipo I o di tipo II.

Nel caso dell’osteoporosi di tipo I o post menopausale abbiamo una perdita della mineralizzazione ossea del 3-5% ogni anno fino ai 65-70 anni.

In realtà anche gli uomini soffrono di osteoporosi, ma in maniera meno sistematica rispetto alle donne perché la base di partenza risulta differente. Infatti gli uomini sviluppano una massa ossea maggiore rispetto alle donne durante la normale crescita ed inoltre non presentano una fase accellerata della perdita dell’osso come quella che si verifica durante la fase premenopausale della donna.

L’osteoporosi di tipo II riguarda le persone dopo i 40 anni di età con una riduzione della massa ossea pari ad  uno 0,3- 0,5 %  annuo.

Le cause secondarie che determinano una condizione  osteoporotica sono attribuibili solo al 5% a tali fattori :

  • iperparatiroidismo
  • farmaci osteopenizzanti (cortisone)
  • farmaci chemioterapici
  • basso peso corporeo ed anoressia nervosa
  • immobilizzazione protratta
  • ipersurrenalismo
  • ipercalcinuria
  • artrite reumatoide
  • sarcoidosi
  • celiachia
  • neoplasie maligne
  • ridotto assorbimento intestinale

La prevenzione dell’osteoporosi è fondamentale perché ha molti risvolti anche psicologici in quanto inseguito ad una frattura la donna si sente più insicura e fragile mostrando difficoltà a svolgere le normali attività o addirittura a limitarsi nell’uscire di casa per timore di nuove fratture. Avere una rottura ossea inseguito ad un incidente di lieve entità provoca una fragilità emotiva non da trascurare.

Inoltre bisogna pensare che la gestione della famiglia ruota ancora oggi intorno alle donne, ma soprattutto alle nonne che accudiscono i nipotini e svolgono un ruolo genitoriale fondamentale per la società ed il contatto con i nipotini dona alle nonne un buon tono dell’umore.

Dagli ultimi dati epidemiologici nei casi più gravi il 20% delle fratture all’anca si risolve con il decesso del paziente e nel 50% degli anziani finiscono in un istituto. Le zone più colpite da frattura osteoporotica sono le vertebre, l’anca ed il polso.

Studi approfonditi sull’incidenza delle fratture in base all’etnia invece considerano le donne di razza bianca e asiatica  più soggette a soffrire di osteoporosi ed invece quelle africane sono più in pericolo di vita in seguito a fratture . Si è riscontrato che l’incidenza dell’america del sud per quanto riguarda l’osteoporosi sta raggiungendo i livelli delle donne europee anche per una uniformità di stili di vita ed alimentazione.

Come si puo’ prevenire in maniera efficace l’osteoporosi?

La prevenzione primaria prevede l’allenamento con sovraccarico, un alimentazione equilibrata, ed un uso corretto di farmaci.

Il tessuto osseo è composto da una matrice organica rinforzata da sali di calcio ed in media l’osso contiene il 30% di matrice ed il 70% di sali di calcio.La matrice inorganica è formata da sali di calcio e fosfato. L’osso è sia plastico ed in continuo rimaneggiamento essendo un materiale pizoelettrico. Se si applicano delle forze esterne come la pressione o deformazione si creano delle forze elettriche e sono proprio tali correnti che stimolano gli osteoblasti e osteoclasti rispettivamente a distruggere e ricostruire il tessuto osseo. Studi su questo fenomeno da parte dello studioso H.M. Frost dell’ Università di Boston ha potuto rilevare che stimoli lievi non andavano a stimolare l’attività di osteoblasti ed osteoclasti e quindi esiste una soglia minima perché gli stimoli esterni siano efficaci per il tessuto osseo.

Basti pensare alle persone che più hanno perdita di massa ossea cioè quelle che per lavoro sono a gravità zero come gli astronauti. Infatti essi se rimangono in orbita per più di sei mesi rischiano le perdita dal 10 al 15 % di massa ossea. Uno studio curioso della dottoressa Alberta Zallone dell’università di Bari parlava della stimolazione dei soli geni di osteoclasti dopo 12 giorni in orbita.

L‘esercizio fisico che ha la facoltà di stimolare l’attività ossea è fondamentale per la prevenzione dell’osteoporosi ..si ma quale? Si è visto che i nuotatori professionisti hanno in tarda età una minore massa ossea rispetto ad un coetaneo che in giovane età ha preferito come sport il sollevamento pesi. Qui gioca un ruolo fondamentale la gravità e sport di forza per stimolare in maniera sufficiente l’attività ossea.

L’aumento della massa ossea continua normalmente fino ai 30 anni ,ma l’effetto benefico sulla densità ossea lo si ha se si ha praticato uno sport adeguato in giovane età. Inoltre studi approfonditi sulla massa ossea hanno rilevato che dopo i 30 anni la DMO ( densità minerale ossea) aumenta solo grazie ad esercizi di forza ( F=MxA) a gravità attiva come il sollevamento pesi in cui aumento la massa (M) o esercizi che stimolano l’ accellerazione (A) come la corsa.

Come posso proporre ad una signora di 70 anni il sollevamento pesi o la corsa ? Impossibile ! La tecnologia ora ci propone delle pedane vibranti per ovviare a questo inconveniente. Ricerche condotte dal prof.Carmelo Bosco dell’ Universita’ Tor Vergada di Roma ( uno dei più’ importanti ricercatori italiani nella Scienza dello Sport) dicono che le vibrazioni producono uno stimolo sul tessuto osseo tale da migliorare il quadro clinico delle pazienti in soli tre mesi di terapia.

Per quanto riguarda l‘alimentazione si consiglia essenzialmente un’alimentazione equilibrata ricca di frutta e verdura in particolare di arance, pomodori, spinaci e banane ed un apporto di calcio di 600 mg o in quantitativo maggiore se siamo in presenza di un ridotto assorbimento intestinale. La dose giornaliera raccomandata in questo tipo di condizione secondo le ultime guuide ministeriale è fino a 1000 mg/die nella fascia di età tra 21-50 anni e fino a 1500 mg/die negli ultra 50enni.

Inoltre la verdura e frutta non contengono colesterolo come il latte ed i latticini in generale.

In realtà si è visto che, contrariamente a quello che si possa pensare, la popolazione che soffre di più di osteoporosi sono proprio gli esquimesi che si nutrono principalmente di latticini e alimenti di origine animale. L’ assimilazione del calcio da parte del corpo umano avviene solo se in rapporto 2:1 con il fosforo e nessun latte animale ha tale rapporto quindi nell’uomo non avviene nessuna assimilazione di calcio .

I dosaggi ottimali per la vitamina D sono:

  • 200 unità internazionali (ui) sotto i 50 anni
  • 400 ui tra i 50 anni ed i 70 anni
  • 600 ui sopra i 70 anni

La luce entra principalmente attraverso gli occhi ed il 25% di essa viene utilizzata dalla corteccia posteriore per la visione ed il resto viene indirizzata all’ipotalamo per il corretto funzionamento del sistema ormonale e ghiandolare. I raggi solari sopratutto quelli terapeutici UVA vengono filtrati dai occhiali solari e dai vetri non permettendo quindi l’attivazione della vitamina D endogena. Bisognerebbe quindi esporsi al sole per un’ora al giorno per aumentare la vitamina D endogena senza l’uso delle lenti schermanti, ovviamente non nelle ore centrali della giornata.

Per quanto riguarda i farmaci quelli consigliati dall’AIFA ( agenzia italiana del farmaco) per la prevenzione e cura dell’osteoporosi oltre alla vitamina D3 sono :acido alendronico, acido risedronico, acido ibandronico, raloxifene, bazedoxifene, ranelato di stronzio.

La prevenzione dell’osteoporosi quindi è possibile soprattutto per il sesso femminile iniziando in tenera età con un’ attività sportiva adeguata e poi continuando con una corretta alimentazione ed un ‘esposizione ai raggi solari giornaliera.

Fonti:

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Barbara Salvatico

Barbara Salvatico: laureata in chimica e tecnologie farmaceutiche presso la Facoltà di Padova. Attualmente ricopre il ruolo di farmacista responsabile in una farmacia nella provincia di Padova. Da sempre appassionata di omeopatia, di fitoterapia, puericultura e sicurezza del bimbo e tutto quello che concerne il mondo sportivo.
  • La supplementazione di calcio e vitamina D è almeno doppia rispetto a quanto riportato in questo articolo. Consiglio di verificare le LG del Ministero Salute o quelle della SIOMMMS, molto chiare sia per la prevenzione che per il trattamento della osteoporosi.

    • Ragheb El Assouad

      Grazie per la segnalazione. Abbiamo controllato le guide ministeriali e non ci sono differenze significative riguardo quello che abbiamo scritto in questo articolo sulla vitamina D. Invece sul calcio possiamo essere d’accordom i dati suggeriscono dosaggi fino a 1000 mg/die tra i 20-50 anni e fino a 1500 mg/die negli ultra 50 anni. Provvedermo subito a modificare il contenuto. Grazie per l’interessa dimostrato.