L’uso della Menta, soprattutto, piperita nell’uomo.

La menta è una pianta aromatica di cui si conoscono molteplici varietà. La varietà più comune e più utilizzata è la Mentha piperita, da cui si ricava un olio essenziale, ricco di mentolo e che vanta molteplici proprietà. Può essere utilizzato come antistress e per aumentare la concentrazione; come stimolante psicofisico; come antiemetico e contro la sindrome dell’intestino irritabile come affermato da diversi studi clinici.

Introduzione:

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La Menta è una delle piante aromatiche più diffuse e coltivate e gli oli essenziali in essa presenti sono utilizzati di collutori, dentifrici, creme, caramelle; ma anche in cucina e in fitoterapia.
Il genere Mentha comprende piante originarie dell’Europa e coltivate dal 1750 in Inghilterra e successivamente in Asia, America e Australia.
La menta è nota sin dai tempi antichi per le sue proprietà.
I cinesi ne sottolineavano le proprietà calmanti e antispasmodiche; Ippocrate considerava la menta un afrodisiaco e Plinio lodava la sua attività analgesica.

Mitologia:

Secondo la mitologia greca Menta o Myntha era una ninfa bellissima nata nel fiume Cocito, il fiume infernale. La ninfa abitava nel regno dei morti ed era concubina di Ade. Persefone, moglie di Ade, era gelosa della ninfa e quando questa la minacciò, la sposa di Ade la fece a pezzi. Il re dell’oltretomba decise, dunque, di trasformarla in un’erba profumatissima: la menta.
Nelle “Metamorfosi” di Ovidio si narra, invece, che fu proprio Persefone a trasformare la ninfa in pianta e scelse una pianta così poco appariscente proprio perchè desiderava che la ninfa bellissima divenisse insignificante.

Botanica:

La menta è una pianta erbacea, perenne della famiglia delle Lamiaceae con radici rizomatose. Il fusto ha lunghezza variabile da 30 cm ad 1 m e può avere colorazione che va dal verde al violetto; le foglie sono di colore verde, opposte, ricoperte da una leggera peluria e dalle ghiandole situate sotto l’epidermide è possibile ricavare gli oli essenziali.

Classificazione:

Il genere è complesso come classificazione in quanto, in natura, c’è estrema facilità di ibridazione tra le specie.
Le specie più diffuse sono:
– Mentha arvensis,
diffusa nell’emisfero settentrionale, presenta fusti sottili poco ramificati con foglie lanceolate con margine dentellato, di colore verde scuro e ricoperte di peluria. le foglie hanno un forte aroma di menta con retrogusto amarognolo. Questa menta può essere utilizzata sia in cucina sia per le proprietà antisettiche.
– Mentha piperita, specie originaria dell’Europa, è un ibrido spontaneo tra M. aquatica e M. viridis.
Esistono varie varietà:
1) M. piperita varietà officinalis forma rubescens, nota come menta nera e ricca di oli essenziali
2) M. piperita varietà officinalis forma pallescens, nota come menta bianca che fornisce un’essenza di elevata qualità.
La Menta piperita è molto nota per l’elevato contenuto di mentolo che la rende idonea come aromatizzante e meno idonea per l’utilizzo in cucina poichè l’aroma intenso sovrasta il sapore degli alimenti.
– Mentha viridis, originaria dell’area mediterranea, è la più utilizzata in cucina e per la preparazione di cocktail. Presenta fusti sottili e ramificati con foglie lanceolate e rugose e ha un odore forte e penetrante.

Farmacognosia:

La menta è costituita da acqua, fibre, ceneri, proteine, carboidrati, oligoelementi (calcio, potassio, fosforo, magnesio), vitamina A, C e gruppo B. Abbondanti sono anche gli aminoacidi: arginina, valina, prolina, serina, glicina, acido aspartico. Contiene, inoltre, un olio essenziale costituito da mentolo, esteri del mentolo, mentofurano, sostanze amare, triterpeni, flavonoidi, tannini.
La composizione varia secondo la specie, l’origine e la coltivazione. Il tenore in mentofurano determina il sapore della droga e si trova solo nella Mentha piperita e per tale motivo è utilizzato come test di purezza, anche se il test non è molto sensibile e può capitare che oli essenziali di M. piperita tagliati con oli essenziali di M. viridis all’85% risultino positivi al test.
L’olio essenziale di Menta piperita si estrae per distillazione in corrente di vapore dalle foglie raccolte prima della fioritura con una resa che va dallo 0,8% al 4%. L’odore è pungente e fresco; il sapore, invece, è fortemente speziato. L’olio essenziale di menta è uno stimolante del sistema simpatico e deve essere utilizzato soprattutto durante il giorno e non dopo le cinque del pomeriggio in quanto ha proprietà nervinotoniche ossia un effetto stimolante e tonificante sul sistema nervoso. Sottolineo che sto parlando dell’olio essenziale e non della tisana o dell’infuso che possono essere assunti anche di sera.
Vanta molteplici proprietà: come antistress, se inalato ha azione rigenerante sulla psiche e viene utilizzato per stimolare l’attività mentale e favorire la concentrazione durante lo studio e la preparazione di esami. Ha anche azione tonificante, consigliato in caso di affaticamento psicofisico e problemi dovuti ad ansia, stress, insonnia; come antiemetico riduce il fastidioso senso di nausea. Inoltre molti studi hanno evidenziato un significativo miglioramento dei sintomi nei pazienti con la sindrome dell’intestino irritabile e per i quali si è sottolineata anche l’utilità dell’attività fisica.

Controindicazioni:

Nonostante gli innumerevoli benefici, l’olio essenziale di menta presenta delle controindicazioni.
E’ sconsigliato se si sta seguendo una cura omeopatica poiché ci potrebbero essere delle interazioni, soprattutto con medicine omeopatiche ad alta diluizione poiché la menta come molte altre droghe utilizzate in fitoterapia possono annullare l’effetto della cura.
Inoltre è da evitare la somministrazione diretta sulla pelle perché ci potrebbe essere delle irritazioni e si consiglia, infatti, di diluirle l’olio essenziale di menta con olio di mandorle dolci o olio di jojoba.
La menta è controindicata in soggetti con ernia iatale, con ulcera gastro-duodenale, con calcolosi biliare.
Inoltre l’uso prolungato può provocare insonnia per l’azione stimolante sul sistema nervoso centrale.

Conclusioni:

La menta, una pianta semplice, ma dagli innumerevoli benefici soprattutto per quanto riguarda la riduzione dei sintomi di coloro che sono affetti dalla sindrome dell’intestino irritabile e di coloro che soffrono di chinetosi, disturbo non grave ma molto fastidioso. La natura ci viene incontro anche per curare piccoli fastidi.

Bibliografia:

  • Pittler, Ernst E. Peppermint oil for irritable bowel syndrome: a critical review and metaanalysis. Am J Gastroenterol. 1998 Jul;93(7):1131-5.
  • Dew M, Evans BJ e Rhodes J ‘Peppermint oil for the irritable bowel syndrome: A multicentre trial’ Br J Clin Prac, (1984) 38: 45-48.
  • Giacchetti D, Taddei E e Taddei I ‘Pharmacological activity of essential oils on Oddi’s sphincter.’ Planta Medica (1988) 54, 389-392.

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Ada Di Lecce

Classe 1983. Laureata in "Scienze erboristiche" alla Facoltà di Farmacia "Federico II" nell'ottobre 2009 e successivamente in "Scienze degli alimenti e nutrizione". Nutro gran passione per il magico mondo delle erbe.