Opuntia Ficus, una nuova formula erboristica per la pelle disidratata

La pelle è la nostra barriera più esterna, il nostro bigletto da visita!

Se da un lato il concetto di pelle come perimetro che segna i confini del corpo è familiare, dall’altro l’idea che sia anche un organo sensibile, in perenne comunicazione con l’ambiente al di fuori di noi, viene spesso sottovalutata.

“L’acqua è materia della vita. E’ matrice, madre e mezzo. Non esiste vita senza acqua.”

Albert Szent-Gyorgyi

Il nostro corpo è costituito per circa il 70% di acqua.

Quest’unico dato basta per farci capire quanto sia fondamentale la presenza di un involucro quasi impermeabile che fa da barriera ostacolando la dissipazione di un bene tanto prezioso!

Per disidratazione si intende una perdita di acqua ed elettroliti tale da comportare una riduzione del volume corporeo di acqua, questa condizione diventa grave quando viene perso il 3% del peso corporeo.

Durante l’estate una delle problematiche più comuni in cui si incorre è la disidratazione; ogni anno l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e gli altri organi sanitari promuovono e rinnovano le linee guida per prevenire questa seria condizione tipica del periodo caldo che colpisce in particolare anziani, malati cronici e persone con patologie cardiovascolari. La tachicardia e l’ipotensione ortostatica sono i segni di disidratazione più facilmente rilevabili.

Le alte temperature però comportano un altro tipo di disidratazione, la quale ha sicuramente un impatto minore ma anche un’importanza da non prendere sotto gamba: la disidratazione cutanea!

Xerosi è il termine tecnico con cui si indica un’elevata aridità cutanea; in questa condizione la pelle disidratata appare ruvida al tatto ed è soggetta ad un’alterata desquamazione e delipidazione.

Venendo meno l’architettura della barriera cutanea, si entra in un circolo vizioso per cui la pelle disidratata è destinata a diventarlo sempre di più, e non rara è la comparsa di frattute e fissurazioni.

Tutto ciò ha conseguenze importanti non solo dal punto di vista estetico, ma soprattutto da quello fisiologico: se la struttura cutanea è modificata lo sarà anche la sua permeabilità e selettività nei confronti degli agenti in entrata ed uscita!

In condizioni standard, il derma contiene dal 80 al 90% di acqua legata a proteine strutturali e componente amorfa, va da sè che quindi, ai fini di una buona indratazione, sia fondamentale mantenere inalterata la composizione della struttura dermica nelle sue componenti principali.

Nell’epidermide è presente una minore concentrazione di acqua che si trova nei cheratinociti e nello spazio intercellulare; lo strato corneo, il più esterno, ha un quantitativo d’acqua che si aggira intorno all’8%, a questo livello l’acqua è legata alle proteine dei corneociti e ai lipidi lamellari formanti il cemento intercorneocitario.

Le forme in cui l’acqua è presente nella pelle sono principalmente tre: legata, attraverso ponti idrogeno a strutture principalmente proteiche, di imbibizione, trattenuta da sostanze molto idrofile come i glicosamminoglicani, o libera, sottoforma di vapore acqueo.

Se si parla d’idratazione cutanea non si può non menzionare il NMF (Natural Moisturizing Factor), una miscela di varie sostanze idrosolubili e fortemente igroscopiche in grado di mantenere idratato lo strato corneo, ostacolando così l’insorgenza di una pelle disidratata.

Il Natural Moisturizing Factor origina dall’elaborazione della filaggrina, proteina presente nell’epidermide, che viene degradata da enzimi quali le caspasi-14, generando aminoacidi liberi, come la serina, e derivati, come l’acido urocanico e acido carbossilico pirrolidone.

Altro componente importante del NMF è l’urea, molecola azotata che instaurea legami covalenti con le proteine del corneo esponendole ad un maggior numero di legami con l’acqua.

Se da un lato la pelle disidratata ha necessità di una giusta percentuale di molecole che trattengono acqua, dall’altro è ugualmente fondamentale la presenza di molecole apolari e lipidiche che creino un film impermeabile in grado da evitare la traspirazione; a questo provvedono classi diverse di lipidi, prime fra tutti le ceramidi, che si dispongono in lamelle extracellulari formando il cemento intercorneocitario!

Formulazioni ad uso topico con azione idratante possono quindi rivelarsi molto utili, soprattutto in questo periodo, nella lotta alla pelle disidratata.

Ovviamente anche la scelta del prodotto fa la sua parte!

Regola numero uno: non farsi guidare dal prezzo più conveniente.

Regola numero due: sapere cosa ti spalmi sulla pelle!!

Se poi se ne avesse voglia, e magari anche un pò di competenza, non è da escludere la possibilità di autoprodursi la propria emulsione! Quella di cui vi parlerò è indicatissima per un tipo di pelle disidratata, secca e denutrita, scopriamo com’è fatta!

CREMA IDRATANTE ALL’ESTRATTO DI OPUTIA FICUS INDICA

L’ Opuntia ficus-indica, o più comunemente il fico d’India, è una pianta appartente alla famiglia delle Cactaceae, spontanea in Messico, Stati Uniti, America meridionale e bacino del Mediterraneo. Le cladodi, ovvero la droga, sono composte per la maggior parte da acqua (80% -95%);le sostanze fenoliche (kampferolo e quercetina) e, in particolare, i carboidrati (acido galatturonico, glucosio, ramnosio e arabinosio) sono alcune delle sostanze presenti nella composizione chimica dell’ Opuntia ficus-indica e sono proprio quelle di interesse cosmetico per la realizzazione di creme idratanti o anti-aging per la cura di una pelle disidratata e senescente; la loro efficacia è probabilmente dovuta ad un meccanismo umettante dato dalla capità delle molecole di trattenere acqua.

L’estrazione dei principi attivi avviene per macerazione delle foglie, lavate e tagliate in fase preliminare, con acqua depurata e glicerolo in un rapporto droga-solvente di 1:3; dopo 12 ore la miscela risultante viene filtrata e si ottiene l’estratto.

In campo dermatologico e cosmetico le formulazioni mirate al nutrimento idro-lipidico della pelle disidratata sono fra le più importanti e numerose, questo fa riflettere su quanto sia sentito e comune il problema!

Per quanto detto prima, è bene che una crema idratante abbia caratteristiche anfotere, di modo da permeare attraverso lo strato corneo, lipofilo, e raggiungere gli strati sottostanti a maggior tenore di acqua.

La fase acquosa sarà data dall’estratto di Opuntia Ficus Indica, arricchito di gomma Xanthan al 5% come addensante.

La fase lipofila sarà a base di oli vegetali, in particolare di oliva, mandorle dolci e avocado, i quali contribuiranno all’idratazione cutanea ostacolando la traspirazione dell’acqua, e avranno un’ulteriore funzione emolliente, nutriente e protettiva.

Vediamo nello specifico le dosi e le indicazioni per la realizzazione dell’emulsione O/A a base di estratto di Opuntia Ficus Indica:

FASE IDROFILA grammi FASE LIPOFILA grammi
Estratto di O. Ficus Indica 60 Olio di Olea Europea 5
Gomma Xanthan 3 Olio di persea gratissima 5
Idrolato di Lavandula Hybrida 10 Olio di prunus amygdalus dulcis 5
Polisorbato 60 5 Burro di karitè 3
Cosgard 0.6 Olivem 1000 3
o.e Mentha piperita 0.5
Tocoferolo acetato 1

Preparzione:

Le due fasi sono arricchite, in base alla rispettiva lipofilia/idrofilia, con sostanze funzionali ed eccipienti allo scopo di rendere ottimali le caratteristiche organolettiche della preparazione e vengono portate separatamente a 70 C°, ad esclusione dei componenti termolabili; una volta raggiunta la temperatura la fase interna,in questo caso quella oleosa, viene addizionata a filo alla fase esterna, sotto vigorosa miscelazione. Si continua l’agitazione fino a raffreddamento, quando la temperatura sarà intorno ai 35-40 C° saranno aggiunti gli oli essenziali e il tocoferolo.

N.B. : per evitare possibili alterazioni funzionali e organolettiche del prodotto, è consigliabile utilizzare un dispenser con dosatore e conservare la crema in un luogo asciutto!

Una crema di questo tipo, applicata con regolarità su tutto il corpo, costituisce davvero un valido aiuto per il trattamento della pelle disidratata… ma, come si può ben immaginare, da sola non basta!

Bere molta acqua; non abusare del sapone, che ha un effetto delipidizzante; fare attenzione al tipo di dieta privileggiando frutta e verdura; evitare di esporsi al sole nelle ore più calde. Queste sono tutte armi a nostra disposizione, usiamole!!

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Silvia Simone

Sono laureata in "Scienze e Tecnologie Erboristiche" presso il dipartimento di Scienze della Vita dell'università di Modena e Reggio Emilia, attualmente frequento un Master di primo livello in "Fitoterapia clinica" presso l'università di Firenze. Nutro grande interesse e passione per la fitoterapia e credo in un approccio terapeutico integrato, che si occupi del paziente e non del disturbo.