Alghe: fonte inesauribile di risorse.

algheIl nostro pianeta terra è ricoperto per circa il 70% da acqua, in questo fluido risiedono le nostre progenitrici: le alghe. Proviamo ad immaginarci al mare che entriamo in acqua felici, e dopo qualche istante ritornare sul bagnasciuga perchè sono presenti tantissime alghe; a quanti di voi è accaduto? Quante volte vi è successo di imprecare per la presenza di sostanze verdastre e mucillaginose? Personalmente tutte le volte che vado al mare, anche in continenti diversi.
Dopo aver letto quest’articolo non mi aspetto che cambiate il tipo di imprecazioni verso le alghe, o che cominciate ad amarle, ma piuttosto che iniziate a riflettere su come si potrebbero raccogliere per provare ad utilizzarle. Ricchissime di proprietà benefiche ancora in fase di studio, vediamo le caratteristiche salienti e l’utilizzo di queste fonti inesauribili, o quasi.
Le alghe sono cellule eucariote che vivono sia in ambienti con acqua salata, sia in ambienti con acqua dolce. Possono essere monocellulari sia pluricellulari a seconda della specie.
Le monocellulari sono costituite da un’unica cellula, crescono di solito vicino alla superficie dell’acqua per poter ricevere la massima luce; inoltre forniscono all’atmosfera una notevole quantità di ossigeno. Il fitoplancton è costituito da questo tipo di cellule, pertanto si può comprendere l’importanza di queste alghe nella sopravvivenza di tutta la catena alimentare marina.
Le pluricellulari come si evince dal nome sono costituite da insiemi di cellule cooperanti fra loro. Presentano un diverso contenuto di pigmenti che permette di suddividerle in classi a seconda del colore.
Le alghe pluricellulari sono da considerarsi organismi acquatici a tutti gli effetti, le loro cellule non sono grandemente differenziate ma nel loro insieme costituiscono un tessuto detto tallo. Non presentano ne fusto ne foglie, e le radici sono assenti in quanto essendo immerse direttamente nel fluido da dove ricavano nutrimento, l’acqua, ogni cellula ha a disposizione direttamente quello che le necessita. Le alghe sono utilizzate in diversi ambiti: in erboristeria, in cucina ed in cosmetica.
In cucina sono diversi i tipi utilizzabili, prima fra tutti l’alga kobu: un pezzettino a cuocere assieme ai legumi per renderli più morbidi e digeribili.
In erboristeria vengono utilizzate le “micro alghe” come spirulina e klamath per il loro alto contenuto amminoacidico per sostenere diete dimagrantie riparare da eventuli carenze, oppure negli sportivi per dare un supporto tonico-energetico.
Un settore dove vengono spesso utilizzate le alghe alimentari è quello dietetico, infatti possono essere utilizzate come: sostitutivo del pasto o sazianti, e come integratori alimentari con effetto dimagrante.
Le alghe utilizzate come supporto alle diete per il loro effetto dimagrante sono principalmente: fucus, wakame, laminaria, nori, kombu ed arame.
Queste alghe vengono utilizzate per questo scopo grazie al loro contenuto di iodio.
Lo iodio è un elemento utilizzato dalla tiroide, ghiandola deputata alla regolazione della temperatura corporea. Se immaginiamo questa ghiandola come un termostato, capiamo come in presenza di un bisogno di maggior calore dell’organismo, la tiroide attiva attraverso vari meccanismi, un aumento nel consumo energetico. Come se aumentassero i “giri del nostro motore interno”, favorendo un maggior consumo di combustibile: in questo caso le calorie derivate dal cibo, oppure dai depositi adiposi collocati in varie zone corporee. Il segnale che attiva o disattiva il consumo energetico è dato dagli ormoni tiroidei, utilizzati spessissimo nella medicina clinica per valutare la presenza o meno di alterazioni tiroidee.
L’assumere prodotti contenenti iodio favorisce perciò la produzione di ormoni tiroidei da parte della tiroide, è come se andassimo a manomettere il termostato interno, facendo “credere” che ci sia bisogno di più calore. Lo stesso risultato nell’aumentare il metabolismo lo si ottiene attraverso il regolare esercizio fisico e attraverso una dieta povera di grassi e di zuccheri insulino-sensibili.
Le alghe utilizzate per il loro potere saziante sono: il fucus e la laminaria.
Il loro effetto si esplica attraverso la presenza di fibre, come gli alginati, le quali assunte prima dei pasti con abbondante acqua formano una gelatina che dilatando le pareti dello stomaco crea un effetto sazietà. Inoltre lo strato gelatinoso riduce il contatto degli alimenti con la parete dello stomaco, rallentando in questo modo l’assorbimento sia dei nutrienti. Un effetto molto utile se si vuole ridurre al minimo il picco glicemico, ed in questo modo inficiare l’accumulo di adipe.
L’assunzione di alghe per via orale perciò presenta due vantaggi: una riduzione dell’assorbimento dei nutrienti, e un aumento del consumo energetico globale dell’organismo.
Esistono anche dei preparati anticellulite da applicare in loco per favorire il microcircolo e l’aumento di metabolismo direttamente sulla zona trattata; in modo da ridurre al minimo l’effetto sistemico.
Da un punto di vista medico spesso il fucus viene somministrato in soggetti ipotiroidei ma con grande attenzione, e sempre valutando la funzionalità tiroidea attraverso esami ematologici.
Il mare è la culla della vita, ed ora la scienza la sta ispezionando per ottenere benefici per la nostra pelle.
Le alghe hanno un elevato contenuto di acidi grassi insaturi potenzialmente utilizzabili per ridurre l’ecessiva traspirazione della pelle e mantenerla così idratata più a lungo.
Troviamo un’elevata concentrazione di vitamina E, o tocoferil acetato, è una vitamina con un’elevata azione antiossidante in grado di neutralizzare i radicali liberi che causano l’invecchiamento cellulare. L’attività della vitamina E si esplica impedendo la lipoperossidazione, ed essendo una vitamina lipofila riesce a penetrare in profondità, portando benefici anche nelle strutur più profonde. Di conseguenza se utilizzata in tutte quelle situazioni stressogene per la pelle, può dare un notevole beneficio: prima e dopo l’esposizione solare e in caso di clima molto secco per la capacità di trattenere l’acqua. Le preparazioni di vitamina E sono spesso formulate in modo da incorporare nel loro interno delle quantità di acido ascorbico che permette di rendere il tocoferolo più attivo nella sua attività e per un tempo più lungo.
Un’altra vitamina che potenzialmente potrebbe venir ricavata dalle alghe è la niacina o vitamina B3. Il suo utilizzo è legato alla sua capacità di trattenere acqua, ma soprattutto alla capacità di attivare la produzione di nuovo collagene e di stimolare la nascita di nuove cellule adipose con un sicuro effetto rimpolpante. Questo effetto si esplica attraverso la capacità della niacina di ridurre le LDL circolanti favorendo l’utilizzo di questi grassi da parte delle cellule. In un certo senso creiamo un accumulo adiposo, però è più funzionale. Questa capacità della niacina di intervenire sul metabolismo lipidico viene tuttora utilizzata, seppur ancora in maniera marginale, nelle dislipidemie. A tutt’oggi la niacina è l’unico farmaco in grado di ridurre oltre che le LDL, di aumentare le HDL. Considerando che il rapporto di rischio vascolare viene vlautato anche dalla concentrazione di queste lipoproteine, si può già intuire l’importanza di inserire le alghe nella nostra dieta.
Un’altra classe di composti che possiamo ottenere dal mondo marino sono i polisaccaridi: lunghe catene di zuccheri utilizzate sia come gelificanti, sia come idratanti.
La carragenina è contenuta nelle alghe rosse delle specie: Chondrus crispus e Gigartina mamitiosa, è costituita da esteri solforici di polisaccaridi salificati con sali di calcio, magnesio, sodio e potassio; viene utilizzata come gelificante, addensante ed emulsionante.
L’acido alginico: polisaccaride costituito da due subunità, acido D-mannuronico e L-glucoronico ricavato dalle alghe brune. A seconda della predominanza di una o dell’altra subunità, avremo delle caratteristiche fisiche diverse: se predomina la presenza di D- mannuronico il gel che otteneremo sarà più delicato e fluido, mentre se l’alginato sarà più ricco di acido L-glucoronico il gel che si otterrà sarà più consistente. Viene utilizzato come stabilizzante nelle emulsioni e per migliorare la consistenza. Un altro utilizzo molto comune degli alginati è nei preparati per la cura del reflusso gastrico: rendendo il contenuto più viscoso diminuisce la possibilità che il pasto contenuto nello stomaco possa risalire lungo l’esofago; soprattutto quando il paziente si corica. Esiste in commercio un farmaco che contiene alginati e potassio bicarbonato per ridurre, attraverso il bicarbonato, anche la sensazione di bruciore che spesso accompagna questa patologia.
Un utilizzo magistrale delle alge potrebbe essere quello di incorporare un’alga come fucus in forma di tm, in una crema base, oppure in un supporto gelificato per rendere più gradevole la somministrazione cutanea.
Cosa ci impedisce di sfruttare le risorse marine in maniera più incisiva? Poter ricavare cibo, integratori e sostanze funzionali per la bellezza in maniera completamente naturale. In futuro vedremo delle piantagioni subacquee di alghe? Non è questo l’importante, ma cominciare già da ora ad inserire nella dieta questi cibi, per permettere di variare ancora di più il nostro menu. Come abbiamo visto qui, la variabilità alimentare è il primo passo per evitare le intolleranze alimentari. Questo perchè si evita di perpetuare l’assunzione di cibi di cui potenzialmente potremmo essere intolleranti. Un esempio di come utilizzare le alghe a tavola potrebbe venire dall’alga Kombu.
Di solito quest’alga si trova tagliata a strisce, si mette in ammollo fino a che non diventa morbida. Si aggiungono le strisce ad un’insalata di carote, zucchine, qualche foglia di spinaci, del limone, olio di oliva e sale. Oppure aggiunta ai conosciutissimi spaghetti aglio, olio, peperoncino, per uma versiones “marina”.
Per favorire e stimolare la vendita invece di creme derivate dal mare, potremo quando saremo indecisi nella scelta, leggere l’etichetta e per una volta provare un prodotto che contenga addensanti naturali come quelli sopradescritti. Il giusto stato d’animo che ci permette di affrontare una nuova scelta è: perchè no? Invece di utilizzare prodotti per la nostra pelle che non essendo naturali potrebbero non essere biodegradabili, applicando sostanze completamente vegetali, avremo la certezza di non causare danno all’ambiente.

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Devis Zampedri

Classe 1977 appassionato di omeopatia, ipnosi, nutrizione sportiva, praticante corsa di endurance, life coach. Sogno una farmacia dove possano essere proposti diversi livelli di ascolto e cura del paziente.
  • Ada

    Articolo davvero interessante.
    Ho apprezzato molto scoprire le proprietà delle alghe e i possibili utilizzi, ma vorrei chiedere se utilizziamo le alghe, ad esempio nella preparazione delle frittelle (la zeppolina napoletana) i benefici immagino si perdano?
    Grazie