Peeling all’acido salicilico: al cambio di stagione, cambia la tua pelle!

Le giornate si accorciano, il clima caldo (a tratti insopportabile) lascia spazio a temperature più miti, il paesaggio comincia a cambiare; non ci sono dubbi: l’autunno è arrivato!
Il cambio di stagione comporta una serie di modificazioni dell’ambiente che inevitabilmente influenzano anche il nostro organismo. La fine dell’estate non solo -come recitano i versi di una canzone- “porta addosso mal di testa e mal d’anima” ma lascia anche le sue inconfondibili tracce sulla nostra pelle, che non potrà che risultare spenta e opaca. Sarà necessario quindi un pronto intervento!

peeling_acido salicilico

L’uso in prima battuta di creme idratanti in questo caso potrebbe non rivelarsi utile, in quanto dopo l’esposizione ai raggi solari, lo strato corneo sarà più secco, inspessito e resistente alla penetrazione dei prodotti.
Prima quindi bisognerà fare un trattamento preliminare per rimuovere lo strato corneo più superficiale e stimolare il turnover cellulare di modo da rinnovare il substrato che verrà successivamente idratato.
Se vi state chiedendo come fare, la risposta non può che essere una: il peeling.

Il peeling è un trattamento di medicina estetica atto a levigare la pelle e promuoverne la sua rigenerazione; ne esistono diverse forme in base al tipo di cute e al meccanismo d’azione che sfruttano. Ci sono peeling fisici, che di solito si trovano sotto forma di gel o creme in cui sono disperse microparticelle che meccanicamente asportano le squamette cornee, o peeling chimici, in cui il principio esfoliante è dato da molecole che rompono i legami tra le cheratine promuovendone il distaccamento. Il peeling che proporrò in questa occasione appartiene alla seconda tipologia e avrà come ingrediente di punta l’acido salicilico.

acido-salicilico

Struttura Chimica dell’Acido Salicilico

Chimicamente l’acido salicilico è un beta-idrossiacido aromatico che presenta il gruppo –OH in posizione orto rispetto al gruppo –COOH pertanto il suo nome I.U.P.A.C. è acido 2-idrossibenzoico.
A differenza degli alfa idrossiacidi che sono più piccoli e idrosolubili, l’acido salicilico è scarsamente solubile in acqua ( 2g/L a 20°C) mentre è solubile in etere, tetracloruro di carbonio, benzene, propanolo, acetone, toluene ed etanolo.
In natura lo si trova in particolare nella corteccia del Salix alba, nelle radici di Spirea ulmaria e nelle foglie di Gaultheria procumbens.

L’acido salicilico ha proprietà cheratolitiche e comedolitiche, sebbene l’esatto meccanismo d’azione non sia ancora chiarissimo. Pare comunque che la sua azione non sia mirata ai filamenti di cheratina, come un comune cheratolitico, bensì ai desmosomi e in particolare alle desmogleine, glicoproteine di membrana che stabilizzano la giunzione cellulare dell’epitelio; come risultato di quest’azione, la coesione delle cellule epidermiche si perde, portando ad un effetto esfoliante. In base a questo processo, l’acido salicilico dovrebbe essere considerato un agente desmolitico piuttosto che cheratolitico.
Ma non è tutto.. Le proprietà dell’acido salicilico non finisco qua!
Essendo un salicilato, ha anche proprietà antiinfiammatorie, a concentrazioni comprese tra 0,5% e il 5%; può essere utilizzato come filtro solare in quanto l’anello di benzene aromatico converte la radiazione ultravioletta in radiazione ad onda più lunga; inoltre avendo caratteristiche acide esplica anche azione antimicrobica e antifungina.

In campo cosmetico e dermatologico il suo utilizzo è stato molto studiato, lo dimostrano i numerosi studi effettuati a riguardo, che accertano le seguenti proprietà:
cheratolitico, idratante, anti acne (con liberazione dei follicoli ostruiti), antiforfora, antinfiammatorio, antipruriginoso, acidificante e utile nel trattamento della psoriasi.

L’acido salicilico, inoltre, lavora bene in sinergia con altri principi attivi in quanto ne favorisce la penetrazione e l’assorbimento; proprio per questo spesso lo troviamo insieme a sostanze quali l’acido glicolico.
Ovviamente c’è sempre un discorso di dose-effetto da tenere presente, va da sé che all’aumentare della concentrazione aumenterà l’entità dell’effetto. Questo è importante ai fini dell’azione finale desiderata, che sarà stabilita anche in base alla sensibilità cutanea del soggetto che si sottopone al trattamento.
Vengono usate soluzioni alcoliche a bassa concentrazione ( < 0.3%) se viene richiesta solo un’azione batteriostatica, fotoprotettiva, antipruriginosa e astringente.
Alla concentrazione del 2% l’acido salicilico esplica un’azione desquamante, mentre concentrazioni maggiori, che possono arrivare fino al 17%, trovano indicazioni per il trattamento dello strato corneo e delle callosità.

PEELING ALL’ACIDO SALICILICO al 2%
Per 50g di prodotto serviranno:

Acqua distillata 33g
Gomma xanthan 0,5g
Glicerina 2g
Alcool tecnico 3g
Acido salicilico 1g
Gel d’aloe 10g
Cosgard 0,3g

Procedimento:
Si solubilizza l’acido salicilico nell’alcool a 96°; separatamente, si solubilizza la gomma xanthan nella glicerina e pian piano si aggiunge l’acqua distillata sotto costante agitazione, di modo che il composto sia omogeneo. A questo punto di aggiunge il gel e si continua ad agitare. Infine si unisce anche la soluzione alcolica di acido salicilico e per concludere il conservante.

Come si applica?
Sulla pelle preliminarmente detersa viene fatto disteso uno strato omogeneo di questo gel esfoliante; il tempo di posa e di circa 5 minuti, al quale segue la fase di risciacquo.

Un peeling di questo tipo è l’ideale per ripristinare uniformità della pelle, ma attenzione a non esagerare!
Infatti, nonostante l’acido salicilico sia una molecola “sicura”, l’uso improprio potrebbe comportare dei rischi. In primis, se usato troppo frequentemente e ad alte concentrazioni, può provocare bruciori, arrossamenti e dermatiti!
Inoltre, come concetto generale, usare spesso agenti esfolianti è sbagliato perchè si rischia di alterare la produzione fisiologica di sebo, che si autoregola attraverso meccanismi di feed back negativo, apportando un danno non da poco alla cute.
Quindi che fare?
L’utilizzo del peeling è consigliatissimo come “trattamento di soccorso” in periodi particolarmente stressanti come, per l’appunto, al cambio di stagione.
E’ quindi una pratica occasionale e non abituale!!
Una buona metodo è quella di far seguire al peeling un impacco di crema lenitiva ed idratante, soprattutto se il peeling è facciale.
E a proposito di questo, un’efficace formulazione idratante è quella a base di fico d’India di cui ho scritto a inizio estate!
Detto questo, non mi resta che domandarvi: pronti a cambiare pelle?!

Sitografia:

Bibliografia:

  • Manuale delle preparazioni erboristiche di Franco Bettiol, Franco F. Vincieri
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Silvia Simone

Sono laureata in "Scienze e Tecnologie Erboristiche" presso il dipartimento di Scienze della Vita dell'università di Modena e Reggio Emilia, attualmente frequento un Master di primo livello in "Fitoterapia clinica" presso l'università di Firenze. Nutro grande interesse e passione per la fitoterapia e credo in un approccio terapeutico integrato, che si occupi del paziente e non del disturbo.