La castagna, il frutto autunnale per eccellenza

CastagnaL’autunno è la stagione in cui cadono le foglie, la natura si veste di nuovi colori ed è anche il momento migliore per andare a raccogliere e mangiare le castagne e osservare da vicino il castagno, albero che ci dona la gustosa castagna. Tale frutto è amato sia dai grandi sia dai bambini ma spesso è “temuto” per i presunti effetti ingrassanti. In tempi remoti tale frutto ha rappresentato una delle fonti principali per l’alimentazione ed è stato soprannominato il “cereale che cresce sull’albero” in quanto dal punto di vista nutrizionale è molto simile al riso e al frumento. Le castagne sono un alimento molto nutriente, ideale per i celiaci perché non privo di glutine e consigliato in caso di inappetenza, stanchezza cronica e scopriremo presto il perché. Parlerò in breve anche di alcune malattie che possono colpire il castagno e/o il frutto.

Sin dall’antichità questo frutto era noto sia in Grecia sia nell’antica Roma. In Grecia, Ippocrate parla di “noci piatte” e ne esalta il valore nutritivo e l’azione lassativa; Senofonte le chiama “noci piatte senza fessura”. Nell’antica Roma, invece, Plinio il Vecchio le considerava affini alle ghiande e si chiede perché la natura abbia celato in una “cupola irta di spine” un frutto di “scarso valore”.

Prima di parlare del valore nutrizionale di questo frutto, degli effetti sull’organismo e delle malattie che possono colpire la pianta ritengo opportuno sottolineare la differenza tra castagne e marroni in quanto spesso i due termini vengono confusi. La differenza principale è che nella castagna la percentuale di frutti settati è maggiore del 12%; nei marroni, invece, minore del 12%.

La castagna è un alimento nutriente e, se fresca, presenta un contenuto di acqua del 50%, un buon contenuto di fibra (7-8%), glucidi amilacei e zuccherini, bassa percentuale di lipidi, elevata percentuale di potassio, vitamine idrosolubili (B1, B2, PP), sali minerali (calcio, fosforo, magnesio, zinco).

Essendo ricche di sali minerali sono indicate per chi soffre di stanchezza cronica ed inoltre il potassio è utile per rinforzare i muscoli, il fosforo collabora alla costituzione del tessuto nervoso, lo zinco è antisettico, il magnesio agisce sulla rigenerazione dei nervi. Le castagne non contengono glutine e possono, quindi, essere ingerite anche dai celiaci; inoltre, se ben cotte, sono molto digeribili.

Le castagne sono, come già detto, ricche di fibre che limitano l’assorbiemnto degli zuccheri e dei grassi a livello intestinale e sono indicate anche in caso di ipercolesterolemia, stimolano la peristalsi intestinale aiutando in caso di stitichezza. Essendo, inoltre, ricche di amido e quindi carboidrati sono energetiche e apportano circa 200 calorie per 100 gr. Calorie che scendono a 120 se le castagne sono lessate e salgono a 180 se arrostite.

Per moltissimo tempo le castagne sono state utilizzate come rimedi terapeutici. Nel Medioevo erano consigliate contro la gotta e l’emicrania; mentre l’acqua di lessatura delle foglie e delle bucce era consigliata per chi soffriva di dolori cardiaci. La farina di castagne, ottenuta dopo essiccazione e macinatura del frutto, era utilizzata in caso di flusso mestruale abbondante e per prevenire il rischio di aborto.

Nonostante le castagne siano il frutto più amato da grandi e bambini, sono anche “temute” per i presunti effetti ingrassanti in quanto si dice che gonfiano la pancia, fanno ‘lievitare’ il punto vita ed innalzano l’indice glicemico. Affermazioni vere e impossibili da smentire, ma gli effetti benefici delle castagne io consiglio di mangiarle senza sensi di colpa e senza eccessi se non controindicato come nel caso di colite, diabete, aerofagia, patologie epatiche.

Il castagno è una pianta rustica e si mostra suscettibile ad attacchi dell’apparato radicale da parte di agenti fungini. I danni più gravi sono causati da Oomiceti del genere Phytophtora che causano il “mal dell’inchiostro” o da funghi ascomiceti che provocano il cancro della corteccia. Oltre a queste malattie che possono colpire la pianta, voglio citarvi anche il balanino, un insetto comune nei castagneti e nei boschi di querce e le cui larve attaccano il frutto danneggiandolo. La lotta contro questo insetto è per lo più di tipo preventivo e consiste nella raccolta ed eliminazione delle castagne cadute sul terreno precocemente.

Queste malattie da me citate possono avere conseguenze per il consumatore?
La risposta è negativa in quanto le patologie fungine raramente attaccano il frutto e le castagne attaccate dall’insetto vengono eliminate ancor prima ed è raro che giungano ai nostri mercati e sulle nostre tavole.

Nonostante vi abbia detto che consiglierei di mangiarle anche a chi sta seguendo un regime dietetico, sono certa che molti di voi rinunceranno al piacere delle caldarroste solo per l’elevato apporto calorico. Sbagliato! Dieta non è privazione quindi mangiate le caldarroste e soddisfate la vostra voglia senza sensi di colpa, basterà semplicemente rinunciare alla solita fetta di pane che accompagna il vostro secondo oppure sostituire la porzione di pasta con un minestrone leggero di verdure.

Bibliografia:

  • Gaio Plinio Secondo. 77-78 d.C. “Naturalis Historia”, luogo di pubblicazione sconosciuto, XV e XVII libro in Botanica
  • Carla Sportelli Piante officinali e velenose, ortaggi, aromi, frutti – Hoepli 1984
  • Tullio Pagano La civiltà del castagno – ed. F.lli Frilli 2006
    Paparatti B., Speranza S. 2003. Controllo agronomico del balanino delle castagne. In “L’Informatore Agrario” n. 38: 75
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Ada Di Lecce

Classe 1983. Laureata in "Scienze erboristiche" alla Facoltà di Farmacia "Federico II" nell'ottobre 2009 e successivamente in "Scienze degli alimenti e nutrizione". Nutro gran passione per il magico mondo delle erbe.