Infiammazione del nervo sciatico, che brutto affare!

sciaticaNel mondo occidentale è una delle problematiche più diffuse tra i soggeti di età superiore ai 45 anni.. insomma, un vero e proprio tormento! L’infiammazione del nervo sciatico, o “sciatica”, è una sindrome piuttosto che una diagnosi specifica, e nel 90% dei casi è causata da un ernia del disco con conseguente compressione della radice nervosa. Esistono un certo numero di fattori di rischio associati all’incidenza e alla progressione del fenomeno infiammatorio del nervo sciatico; questi includono fumo, obesità, fattori professionali di sovraccarico sulla colonna vertebrale, lo stato di salute, l’età, il sesso e la classe sociale.

Ovviamente poiché le cause che innescano il processo infiammatorio del nervo sciatico possono essere diverse, non esiste un protocollo unico e definito per il suo trattamento. Tuttavia, intervenire subito e prontamente è fondamentale, non sperate che il dolore “passi da solo”, il nervo sciatico non vi darà tregua, e il sopportabile fastidio iniziale tenderà a intensificarsi fino a divenire ossessionante e invalidante!

Dunque, non indugiamo troppo e passiamo in rassegna alcune pratiche che possono rivelarsi efficaci, specie se in combinazione tra loro. Per tenere a bada l’infiammazione del nervo sciatico bisogna lavorare su due fronti, sul sintomo e sulla causa dell’infiammazione.

La prima cosa che ci interessa è spegnere il sintomo di modo da non avvertire più dolore.
Nella fase acuta è indispensabile quindi ricorrere a cortisonici al fine di ridurre la flogosi, il dolore e l’edema; un ottimo alleato fitoterapico che si prefigge gli stessi obbiettivi e può essere addizionato alla terapia è l’escina pura, somministrata per via parenterale (Farmaci che tuttavia, richiedono la ricetta medica). Con questo termine si intende l’intero complesso di molecole le cui genine principali sono la protoescigenina e il barringtogenolo-C, estratto dai semi e dalla corteccia dell’Ippocastano.

Passato il peggio bisognerà comunque iniziare una terapia di mantenimento, basata su fitoterapici ad azione antinfiammatoria e antalgica, quali: l’estratto secco di Arpagofito, Arnica montana e/o Boswellia serrata. Anche perché l’uso prolungato di farmaci tradizionali come i cortisonici aumenta i rischi della comparsa degli effetti collaterali che non sono da sottovalutare anche in termini della progressione della patologia stessa anziché della regressione.

A questo è indispensabile aggiungere riposo assoluto in posizione antalgica e abolire ogni tipo di sforzo, e ancora imporsi na dieta ipocalorica (generalmente la comparsa di una lombosciatalgia è collegata al sovrappeso per una questione di compressione meccanica del nervo sciatico).
Ma non finisce qui!

Da non trascurare è il beneficio che può derivare dall’agopuntura, soprattutto nei soggetti con intolleranza ai farmaci,; ancora più efficace poi sarebbe associare l’agopuntura a trattamenti manipolativi o fisioterapici, di modo da conferire il corretto posizionamento delle strutture della colonna vertebrale.

Un altro intervento utile e forse anche più tradizionale sono le terapie termali:fanghi, bagni di acqua termale ecc.. Inoltre ai fanghi è possibile addizionare anche oli essenziali ad azione antireumatica, come quello di Rosmarino officinale.

E perché non ricorrere ai vecchi rimedi della nonna??
Realizzare un impacco di sale è un rimedio economico e utile in moltissime situazioni, quali: sinusite, torcicollo, sciatalgia, bronchite, cervicale ecc.. Il principio sul quale si basa è un rilascio di calore costante e duraturo, sommato ad un effetto igroscopico per il quale il sale assorbe l’umidità della zona dolorante. Ovviamente affinché tutto fili liscio è importante la scelta del sale che dovrà ricadere o sul sale marino integrale o su quello d’Himalaya.

Da ricordare inoltre, che uno sondaggio etnofarmacobotanico sulle abitudini “falk” di alcune popolazioni della provincia di Lucca, soprattutto della Gargagnana, pubblicato sulla rivista “Journal of Ethnopharmacol” del 2000 e anche presente negli archivi dell’istituto nazionale della sanità statunitense, rivelo’ una relazione terapeutica tra l’utilizzo della Bryonia Dioica e la sciatica, specialmente quella di origini reumatiche.

Ora, come ormai è consueto nei miei articoli, è arrivato il momento di prendere carta e penna e annotarsi la ricetta di questa formulazione topica per i dolori di origine infiammatoria.

CREMA PER DOLORI INFIAMMATORI E REUMATICI

FASE IDROFILA grammi FASE LIPOFILA grammi
Infuso di Artiglio del diavolo e Spirea ulmaria 100g Olio di sesamo 10g
Acqua distillata 20g Oleolito di arnica 60g
Polisorbato 60 10g Olivem 1000 10g
Cosgard 1,2g O.E. d Timo bianco 5 gocce

Preparazione:
Le due fasi sono arricchite, in base alla rispettiva lipofilia/idrofilia, con sostanze funzionali ed eccipienti allo scopo di rendere ottimali le caratteristiche organolettiche della preparazione e vengono portate separatamente a 70 C°, ad esclusione dei componenti termolabili; una volta raggiunta la temperatura la fase interna,in questo caso quella oleosa, viene addizionata a filo alla fase esterna, sotto vigorosa miscelazione. Si continua l’agitazione fino a raffreddamento, quando la temperatura sarà intorno ai 35-40 C° saranno aggiunti gli oli essenziali e il tocoferolo.

N.B. : per evitare possibili alterazioni funzionali e organolettiche del prodotto, è consigliabile utilizzare un dispenser con dosatore e conservare la crema in un luogo asciutto!

Una volta debellato il dolore però non bisogna fare il solito errore di dimenticarsi del problema!!
Interrogarsi sull’eziologia dell’infiammazione del nervo sciatico è il passo successivo da compiere. Bisogna sempre ricordare che l’infiammazione è un processo fisiologico del nostro organismo, è un campanello d’allarme atto ad avvisarci che qualcosa non va, se si silenzia l’allarme senza poi ricercare la causa scatenante il problema sussiste, si aggrava e la prossima volta che l’allarme si attiverà sarà ancora più difficile da mettere a tacere.

Fondamentale è ricordare di curare lo stile di vita: fare una buona alimentazione, fare costante attività fisica di modo da rinforzare la struttura muscolare, dormire bene e per un lasso di tempo opportuno, avere una buona postura, ecc.. Se lo stile di vita è sano ci risparmierà il 70% delle problematiche a cui si va incontro, e per il restante 30% ci permetterà di affrontare al meglio quelle patologie che, ahimè, sfuggono al nostro controllo e alla nostra forza di volontà.

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Silvia Simone

Sono laureata in "Scienze e Tecnologie Erboristiche" presso il dipartimento di Scienze della Vita dell'università di Modena e Reggio Emilia, attualmente frequento un Master di primo livello in "Fitoterapia clinica" presso l'università di Firenze. Nutro grande interesse e passione per la fitoterapia e credo in un approccio terapeutico integrato, che si occupi del paziente e non del disturbo.