Tosse Allergica, linea guida e nuove alternative…

Tosse, prurito ad occhi naso e gola, occhi lacrimanti, congiuntiviti, naso arrossato per l’eccessiva sollecitazione, occhiaie… e si, la primavera è arrivata e se vi rivedete in almeno tre di questi sintomi, ahimè, è proprio allergia!

Il fenomeno allergico consiste in un’esagerata reattività, dose-indipendente, acquisita dall’organismo verso una particolare sostanza, l’allergene, con cui è entrato in contatto in precedenza, sensibilizzandolo. La risposta immunologica di ogni organismo a date sostanze è del tutto personale e dipende da una molteplicità di fattori psichici, ambientali e genetici. Il fatto che esistano diverse cause e soprattutto, il fatto che queste possono intersecarsi fra loro dà un’idea della complessità che esiste nel cercare di comprendere l’intricata trama che sta alla base dell’eziologia delle allergopatie.

Il mio obiettivo in quest’articolo è tentare di fare un po’ di chiarezza a tal proposito. Per far ciò mi concentrerò su una in particolare, abbastanza comune in questo periodo: l’allergia ai pollini.

Ciò che possiamo affermare è che non appena un allergene, nello specifico il polline, viene a contatto con le mucose (nel caso dei pollini le mucose più coinvolte sono quella nasale e orale) di un soggetto sensibile alla suddetta sostanza, una catena di reazioni induce il rilascio di istamina da parte delle cellule mastociti che inducono una contrazione dei tessuti cellulari responsabili del corretto afflusso di sangue nel naso, ne consegue un rilascio di liquidi che causano il rigonfiamento dei seni paranasali ed il risultato è una congestione nasale. Se il polline penetra in tratti più profondi dell’apparato respiratorio, l’organismo tenta di rimuovere lo sgradevole ospite attivando il meccanismo riflesso della tosse, si parlerà in questo caso di tosse allergica.

Uno dei sintomi caratteristici della pollinosi è la tosse allergica; questa strategia difensiva può diventare controproducente e fastidiosa lì dove l’esposizione al corpo estraneo continua, perché, se persistente, la tosse allergica provoca un’irritazione del tratto respiratorio con conseguente edema e difficoltà respiratorie. In più, attacchi ripetuti di tosse allergica possono stimolare il riflesso del vomito.

Tosse Allergica

Sorgente: http://www.medicitalia.it/public/uploadedfiles/minforma/alessandrovalieri_rinite%20allergica%20polvere%20acari%20pollini.jpg

Le allergie dovute ai pollini hanno presentato un rapido aumento nel corso degli ultimi decenni, e sul motivo di ciò si sono formulate diverse teorie, una tra le più interessanti è quella del microbiota pollinico, rappresentato dall’insieme di batteri, virus e funghi che hanno, in modo più o meno stabile, colonizzato i pollini aumentandone l’allergenicità. Oltre a questo bisogna poi tenere presente tutti quei cambiamenti ambientali e vegetazionali che hanno comportato un aumento dell’insorgenza di pollinosi un tempo meno consuete e diffuse ed invece oggi sempre più presenti, un esempio per tutti l’emergente allergenicità dei pollini di Cupressacee. (5)

Insomma, proprio un brutto affare! Ma come sempre, a tutto -o quasi- c’è rimedio, vediamo allora che fare. Particolare attenzione merita la profilassi ambientale, ovvero ridurre l’esposizione agli allergeni evitando luoghi aperti in cui il polline è molto presente, specie nelle giornate calde, secche e ventilate, in cui è favorita la diffusione degli stessi. Una valida pratica, nei mesi precedenti all’esplosione della stagione primaverile, è quella di “preparare il terreno” con una dieta volta a disintossicare gli organi emuntori associata magari all’utilizzo di una tisana composta da piante amare, coleretiche-colagoghe e drenanti, o in generale estratti vegetali che abbiamo come organo d’elezione il fegato. Un soggetto allergico avrebbe notevoli vantaggi anche dall’assunzione, a partire da un paio di mesi prima del periodo critico, di immunostimolanti per rinforzare ed equilibrare il sistema immunitario; l’estratto secco di Uncaria tomentosa titolato al 3% in alcaloidi ossindolici pentaciclici e al 6% di glucosidi triterpenici, a dosi di 200-500 mg al giorno, è l’armatura perfetta da indossare prima della battaglia ai pollini! Un’ altra freccia al nostro arco è quella di consultare i bollettini pollinici quali forniscono informazioni aggiornate sul rilevamento dei pollini e delle relative concentrazioni, che sono differenti regione per regione. Tutto questo può ridurre, ma di certo non azzerare le probabilità che ci venga un attacco di tosse allergica, perché come ho detto anche prima, la reazione allergica non dipende dalla dose, quindi basta una frazione infinitesimale per attivare il processo.

È bene sottolineare che gli episodi allergici sono una manifestazione immunitaria di gravità variabile, a volte così violenta da essere letale; spesso è necessario ricorrere al pronto soccorso per evitare l’anafilassi.

Per quanto riguarda invece gli episodi di minore entità, abbiamo delle carte da giocare… la carta che scoprirò io è quella dei frutti maturi essiccati dell’Ammi Visgana, i quali presentano odore aromatico e sapore amaro-pungente. (3)

Ammi_Visnaga

Sorgente: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/15/Ammi_Visnaga_(289632722).jpg

I costituenti principali sono i gamma- pironi (derivati del furanocromone) presenti fino al 4%, di questa classe chimica i due composti più importanti presenti dell’Ammi visgana sono la kellina e la visnagina. Un secondo gruppo molto importante è rappresentato dalle cumarine, in particolare dalla visnadina. L’odore aromatico è conferito alla pianta dall’olio essenziale che contiene in maggiori quantità canfora, linalolo e alfa-terpineolo

L’utilizzo tradizionale della pianta, in forma di decotto, riguarda il trattamento dei sintomi anginosi, delle lievi ostruzioni del tratto respiratorio, e il trattamento post-operatorio di condizioni associate con la presenza di calcoli urinari. Calcoli urinari e ostruzioni del tratto respiratorio… problematiche al quanto lontane tra loro, non trovate anche voi? Alla base, ovviamente, c’è un razionale: l’azione antispasmodica della kellina!

Questa molecola viene assorbita molto bene a livello gastro enterico, e la sua concentrazione plasmatica cresce in maniera graduale e prolungata. Se somministrata per via parenterale invece, la concentrazione plasmatica tende inizialmente a ridursi fino a raggiungere un livello plasmatico fisso; ciò avviene non perché la kellina è degradata o escreta, ma perché si distribuisce più o meno uniformemente ai vari organi, e questa sua non selettività per un organo spiega perché possano godere dei suoi effetti antispasmodici cuore, reni, polmoni e non solo!  Ma torniamo a noi e alla seccante tosse allergica di cui parlavamo all’inizio. I diacheni dell’Ammi aumentano la capacità vitale e riducono i fenomeni d’ipossia non rari durante un attacco di tosse asmatica, questo è dovuto ad un’azione combinata tra kellina che agisce a livello della muscolatura bronchiale rilassandola e la visnadina che interviene sulla circolazione coronarica inducendo vasodilatazione.

La kellina, a livello respiratorio, ha un’azione meno reattiva rispetto all’adrenalina al livello respiratorio e all’aminofillina, ma pare che si prolunghi di più nel tempo e che sia in grado di risolvere attacchi di tosse allergica resistenti all’adrenalina. (4)

Per quanto riguarda il dosaggio le raccomandazioni sono di iniziare con concentrazioni elevate e di ridurre in seguito, durante la terapia continuativa di mantenimento. Va da sé che l’utilizzo, data l’azione farmacologica del principio attivo, deve essere sotto controllo medico.

In letteratura non sono documentati effetti tossici dell’Ammi visnaga, e in particolare della kellina, anche se assunta a dosi terapeutiche per lunghi periodi; in caso di sovradosaggio prolungato nel tempo potrebbero verificarsi effetti indesiderati come nausea, vertigini, cefalea e insonnia.
Nonostante non ci siano ad oggi studi che ne provano la tossicità, l’ Ammi visnaga è presente nella lista delle piante non ammesse negli integratori alimentari, preparazioni a base di tale pianta quindi possono essere effettuate solo dal farmacista.

Il motivo per cui la pianta è ricaduta nella “lista nera” è probabilmente dovuto alla presenza della visnadina, la quale -essendo una cumarina- potrebbe essere fototossica. Inoltre, uno studio del 2013 indaga sulle possibili interazioni dei furanocromoni, che se da un lato sono i responsabili dell’attività biologica, dall’altra potrebbero modulare l’espressione dell’enzima CYP1A, inibendolo, ma ad oggi il profilo tossicologico di questa classe di molecole non è ancora definito in maniera chiara. (5)

A questo punto abbiamo parlato dell’efficacia e del profilo di sicurezza, ma ci resta ancora una domanda da porci, come assumerla?
Le forme farmaceutiche di elezione sono:
TINTURA MADRE: 30 gtt da una a tre volte al giorno.
ESTRATTO FLUIDO: 60-80 gtt tre/quattro volte al . (6)

Ciò che vorrei fosse chiaro a tutti, al termine di questo nostro viaggio, è che come al solito ciò che fa la differenza in ogni sfida è il modo con il quale ci si prepara ad affrontarla. Certo, nel caso delle allergie e delle problematiche immunologiche in generale, il discorso è sempre più complicato perché c’è un coinvolgimento molto forte del nostro sistema difensivo che si attiva talmente tanto da provocarci disturbi anche molto gravi ma è altrettanto vero che una casa di pietra resiste meglio rispetto a una casa di paglia all’insulto del vento, non credete anche voi?

BIBLIOGRAFIA

  1. http://www.torrinomedica.it;
  2. http://www.pollnet.it;
  3. http://www.pollinieallergia.net;
  4. WHO monographs on selected medicinal plants;
  5. Vrzal R,Frauenstein KProksch PAbel JDvorak ZHaarmann-Stemmann T. (2013) Khellin and visnagin differentially modulate AHR signaling and downstream CYP1A activity in human liver cells. PLoS One. 19;8(9): e74917. doi: 10.1371/journal.pone.0074917;
  6. Dizionario di fitoterapia e piante medicinali (2012), Enrica Campanini, Tecniche Nuove.
The following two tabs change content below.

Silvia Simone

Sono laureata in "Scienze e Tecnologie Erboristiche" presso il dipartimento di Scienze della Vita dell'università di Modena e Reggio Emilia, attualmente frequento un Master di primo livello in "Fitoterapia clinica" presso l'università di Firenze. Nutro grande interesse e passione per la fitoterapia e credo in un approccio terapeutico integrato, che si occupi del paziente e non del disturbo.