Attività della curcuma: l’efficacia antinfiammatoria e le prospettive della pianta del futuro

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La curcuma è nota per le sue molteplici proprietà e varie applicazioni farmacologiche molte delle quali di recente scoperta e ancora da definire del tutto. Una pianta molto promettente insomma, la cui parte utilizzata è il rizoma, simile ad una radice, caratterizzato da un odore intensamente aromatico. Ad oggi se ne parla molto nel mondo occidentale ma per quanto riguarda la medicina orientale ha una lunga tradizione d’uso.

Gli impieghi noti comprendono ad esempio l’acidità gastrica, il trattamento del dolore e dell’infiammazione dovuti all’artrite reumatoide, amenorrea, dismenorrea, diarrea. È poi utilizzata da secoli come spezia nella cucina orientale, conferisce un sapore gradevole ai piatti e ne migliora la digeribilità.

La forma farmaceutica utilizzata è costituita dalla droga polverizzata nelle corrispondenti preparazioni farmaceutiche.

Per quanto riguarda l’attività sulla funzionalità articolare sono ormai numerosissimi gli studi che ne hanno provato le capacità antinfiammatorie negli ultimi anni. È del 2011 ad esempio uno studio effettuato sul modello animale dove si ottiene il dato sulla potenza della curcumina come antinfiammatorio andandolo a testare a confronto con lo zenzero e l’indometacina (antinfiammatorio classico di sintesi); in questo caso si è verificata una potenza della curcuma superiore sia a quella dello zenzero che a quella dell’indometacina. Questo dato che fa ben sperare è stato poi confermato da numerosi altri studi clinici. Inoltre esiste un’importante attività di prevenzione antitumorale che è tuttora molto studiata e che al momento sta producendo risultati incoraggianti.

Il sistema attraverso il quale la curcuma regola il processo antinfiammatorio si è visto essere riferibile alla sua attività inibitrice di due enzimi responsabili della risposta infiammatoria, la COX2 (cicloossigenasi 2) ed iNOS (ossido nitrico sintasi inducibile).

Le COX, cicloossigenasi, sono enzimi responsabili della conversione dell’acido arachidonico in prostaglandine, molecole responsabili di vari processi fisiologici ma anche mediatrici della risposta infiammatoria. L’inibizione delle COX porta quindi all’interruzione di questo processo con una diminuzione della risposta infiammatoria. Le COX vengono suddivise in due categorie, COX 1 e COX 2. La prima è costitutiva ed ubiquitaria, la seconda invece è inducibile (costitutiva solo nelle cellule endoteliali). La curcumina si è visto essere in grado di inibire l’induzione della COX 2.

Inoltre presenta un’attività anche sulla iNOS. Le NOS (ossido nitrico sintetasi) sono di tre tipi: endoteliale, neuronale ed inducibile. Regolano la produzione di ossido nitrico, una molecola messaggero che rientra nei processi di contrazione e rilassamento muscolare e che agisce a livello centrale come neurotrasmettitore. La iNOS invece è inducibile, produce ossido nitrico in caso di attacchi da parte di agenti patogeni. L’ossido nitrico infatti, in concentrazioni più elevate di quelle necessarie per lo svolgimento delle funzioni fisiologiche sopra descritte, viene utilizzato dal nostro organismo come molecola tossica di difesa. L’Inibizione dell’attività della iNOS è un ulteriore meccanismo attraverso il quale la curcumina esplica la sua attività antiinfiammatoria.

A vantaggio della curcuma va l’ottima tollerabilità gastrica (punto a favore sugli antinfiammatori tradizionali) e la bassa tossicità anche ad alte dosi. Bisogna tuttavia tenere presente che l’attività non è riducibile soltanto ad un’interazione con questi due sistemi ma lo spettro d’azione è molto più ampio e coinvolge anche ad esempio l’aspetto genetico con alterazioni del DNA, degli istoni e del micro RNA che sono state osservate e che costituiscono un importante meccanismo attraverso il quale la curcumina (la principale sostanza attiva presente nella curcuma) può selettivamente attivare o inattivare l’espressione di alcuni geni.

Uno dei problemi di questa droga è però rappresentato dalla scarsa biodisponibilità, termine con il quale intendiamo la capacità della sostanza di essere assorbita in quantità sufficiente per i processi fisiologici e farmacologici di interesse. Le cause possono essere dovute ad uno scarso assorbimento nella somministrazione orale, ad una rapida metabolizzazione ed eliminazione. Nonostante ciò, l’attività farmacologica della curcumina risulta essere buona, dato confermato da una ricca letteratura, per questo motivo l’aspetto dell’assorbimento e del metabolismo di questa sostanza rimangono ancora da approfondire.

Per poter aggirare il problema della biodisponibilità, ed ottenere quindi un’attività farmacologica con dosaggi inferiori, sono state messe a punto diverse tecniche; tra queste troviamo formulazioni liposomiali di curcuma, ovvero una forma farmaceutica che prevede l’incapsulamento a livello molecolare della curcumina, poco solubile e metabolicamente poco stabile, all’interno di una “capsula” di fosfatidilcolina e cellulosa microcristallina che la proteggono da una degradazione metabolica troppo rapida e ne consentono un migliore assorbimento e soprattutto una migliore selettività. Sono stati fatti molti studi in questo senso e sono stati trovati risultati che confermano una biodisponibilità decisamente maggiore quando la curcumina viene veicolata in un sistema liposomiale; esistono oggi in commercio prodotti che sfruttano questa tecnologia.

In sostanza possiamo quindi affermare che la curcuma è una pianta molto promettente sotto vari punti di vista; il mio focus sul problema dell’infiammazione si può concludere dicendo che in questo campo la curcuma può competere con molti antinfiammatori di sintesi, ottenendo ottimi risultati clinici a fronte di effetti collaterali decisamente inferiori, aspetto non trascurabile soprattutto per patologie croniche infiammatorie articolari che richiedono un trattamento a lungo termine. D’altro canto in moltissimi altri campi e soprattutto nella ricerca antitumorale c’è una fervente attività scientifica che fa ben sperare e che fa pensare che questa pianta ancora ci riservi molte sorprese. In particolare la capacità di alterare la trascrizione genica e di indurre l’apoptosi della cellula sono tra gli aspetti più interessanti per quanto riguarda le potenzialità antitumorali di questa pianta. Attualmente gli studi si trovano per lo più in fase preclinica quindi la documentazione riguarda sistemi cellulari o tissutali, la strada per arrivare alla fase clinica e quindi alla sperimentazione sull’uomo è ancora lunga ma promettente. Tutto questo si riferisce alle possibilità del futuro, attualmente è d’obbligo riferirsi alla medicina tradizionale ed ai farmaci chemioterapici. Ciò non toglie la possibilità di utilizzarla nella prevenzione delle patologie tumorali, sia come consumo a tavola che con dei cicli di cura periodici con integratori alimentari.

Infine, per approfondire i molteplici usi della curcuma ed ottenere così una visione d’insieme, vi consiglio la lettura dell’articolo della dott.ssa Ada Di Lecce

La curcuma: benefici dietro quel giallo ambrato…

 

Bibliografia:

1. Inflammation. 2011 Aug;34(4):291-301. Anti-inflammatory and anti-oxidant properties of Curcuma longa (turmeric) versus Zingiber officinale (ginger) rhizomes in rat adjuvant-induced arthritis. Ramadan G1, Al-Kahtani MA, El-Sayed WM.
2. Curr Pharmacol Rep. 2015 Apr; 1(2): 129–139. “Curcumin, the King of Spices”: Epigenetic Regulatory Mechanisms in the Prevention of Cancer, Neurological, and Inflammatory Diseases
Sarandeep S. S. Boyanapalli and Ah-Ng Tony Kong
3. J Nat Prod. 2011 Apr 25;74(4):664-9. doi: 10.1021/np1007262. Epub 2011 Mar 17.Comparative absorption of a standardized curcuminoid mixture and its lecithin formulation. Cuomo J1, Appendino G, Dern AS, Schneider E, McKinnon TP, Brown MJ, Togni S, Dixon BM.
4. Mol Pharm. 2007 Nov-Dec;4(6):807-18. Epub 2007 Nov 14. Bioavailability of curcumin: problems and promises. Anand P1, Kunnumakkara AB, Newman RA, Aggarwal BB.
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Laureata in chimica e tecnologia farmaceutiche a Torino nel 2010 mi sono poi specializzata con il Master in fitoterapia dell'Università di Trieste e Madrid. Farmacista appassionata, amo tenermi aggiornata su tutto ciò che riguarda le piante officinali e la salute in generale.
  • claudio

    brava Valeria

  • Andrea Stefanini

    Grazie delle preziose informazioni,ti chiedo dove posso trovare le formulazioni liposomiali di curcuma in commercio.

    • farmacistionline

      Grazie per il commento Andrea. Si trovano nelle farmacie ed erboristerie. Non sono difficili da reperire, ci sono vari posti anche online. 😉